Sala di studio

Nella Sala di studio gli studiosi possono chiedere e avere in consultazione i documenti conservati in Archivio. Vi si ottiene l'accesso presentando una domanda di ammissione, normalmente uno stampato, rivolta al direttore dell'Istituto, nella quale vanno indicati, oltre ai propri dati identificativi, l'argomento e lo scopo dello studio da svolgere.
Il servizio della Sala è regolato dalle disposizioni contenute nel DPR 30 settembre 1963, n. 1409 e nel R.D. 2 ottobre 1911, n. 1163, ed è sottoposto alle modalità contenute nel Regolamento interno, riportato di seguito.

sala studio

Gli studiosi possono chiedere copie fotomeccaniche dei documenti oggetto del proprio studio, rimborsando le spese sostenute dall'amministrazione, come fissate dal decreto ministeriale sulle tariffe per la fotoriproduzione di documenti.
L'osservanza delle regole stabilite per il servizio della Sala è curata dal direttore della stessa e dai suoi collaboratori.

Responsabile del servizio: Maria Antonietta Ventricelli

 ORARIO DI APERTURA

lunedì, mercoledì, venerdì, sabato:   7.45 - 13.35

(La richiesta dei pezzi archivistici e bibliografici da consultare deve essere presentata entro le ore 13,05)

martedì, giovedì:   7.45 - 17.20

(La richiesta dei pezzi archivistici e bibliografici da consultare deve essere presentata entro le ore 16,50)


Regolamento di Sala studio

  1. La ricerca negli Archivi di Stato è libera e gratuita.

  2. Per fare ricerche nella sala di studio è necessaria l'autorizzazione della Direzione; l'autorizzazione è valida per l'anno solare in corso ed è strettamente personale. Nella domanda il richiedente deve specificare l'argomento della ricerca; per ogni argomento di ricerca, anche se nello stesso anno solare, occorre una domanda separata.

  3. Al momento della presentazione della domanda, sugli appositi moduli, deve essere esibito un documento di identità i cui estremi saranno trascritti, a cura del personale, sulla domanda stessa.

  4. Lo studioso è tenuto ad apporre la propria firma in forma leggibile sul registro delle presenze giornaliere.

  5. L'accesso alla consultazione dei documenti è consentito agli studenti di scuola media inferiore solo se accompagnati da un adulto.

  6. E' vietato introdurre nella sala di studio cartelle o altri contenitori, che dovranno essere riposti nell'apposito armadio: sono possibili controlli ed ispezioni in entrata e uscita. L'Istituto non è responsabile di denaro o oggetti che vi siano contenuti.
    Sono in funzione impianti di telesorveglianza.

  7. Gli inventari e gli strumenti di corredo sono liberamente consultabili da parte degli studiosi, ma non possono essere fotocopiati (circ. n°52/67 del Ministero dell'Interno). Non è consentito portarli fuori dalla sala di studio senza autorizzazione.

  8. Per garantire in sala di studio il massimo silenzio, i colloqui tra gli studiosi devono svolgersi all'esterno della stessa; sono consentite in sala di studio solo conversazioni a bassa voce col personale riguardo ai documenti e alle ricerche.

  9. La Direzione può escludere dalla consultazione e/o fotoriproduzione i documenti il cui stato di conservazione renda necessario tale provvedimento.

  10. La richiesta di materiale documentario va effettuata, separatamente per ciascun pezzo, sugli appositi bollettari, che vanno compilati in ogni parte.

  11. E' vietata severamente qualsiasi azione che possa pregiudicare l'integrità del materiale documentario. In particolare, è vietato l'uso di stilografiche o altre penne a inchiostro. Non è consentito apporre segni o numerazioni sulle carte e alterare l'ordine delle stesse e degli inserti. Nel caso in cui il materiale si presenti in disordine, lo studioso è pregato di avvertire il personale. Si invitano gli studiosi ad utilizzare, durante la lettura, un foglio che consenta di non appoggiare le dita sui documenti e a sfogliare con cura i volumi chiesti in consultazione.

  12. La consultazione dei documenti è strettamente personale e non è consentito tra gli utenti scambiarsi le unità documentarie.

  13. Coloro che non ottemperano a tali disposizioni possono essere diffidati dal proseguire in tale comportamento, allontanati dalla sala di studio, e, nei casi più gravi, proposti al Ministero competente per una temporanea o definitiva esclusione dalle sale di studio degli Archivi di Stato, nonché denunciati all'autorità giudiziaria.

  14. Vengono dati, di norma, in consultazione n° 7 pezzi al giorno; è lasciata facoltà al funzionario di sala studio di derogare da tale limite, in eccesso o in difetto, in considerazione di particolari esigenze di servizio.

  15. I pezzi vengono consegnati nello stesso giorno della richiesta se appartengono a fondi conservati nella sede di p.zza S. Teresa; entro una settimana se appartengono a fondi conservati presso una delle sedi staccate.

  16. Se la consultazione si protrae per più giorni i pezzi non vanno riportati nei depositi, ma devono essere ricollocati, a cura dello stesso studioso, negli appositi armadi, dove saranno tenuti a disposizione per non più di tre settimane dall'ultima consultazione. Al termine della consultazione, lo studioso deve accertarsi di aver ben chiuso il fascio o la busta. Se il volume o il documento ricevuti sono in precario stato di conservazione o presentano qualche problema, lo studioso è pregato di avvertire il personale di sala.

  17. La richiesta di consultazione di documenti riservati va indirizzata alla Prefettura di Brindisi, utilizzando gli appositi modelli a disposizione degli utenti presso questo Istituto. Ai sensi dell'art. 21 della L. 1409/63, così come modificata dal d.lgs. n. 281 del 30.07.1999, sono da ritenersi riservati:

    1. i documenti relativi alla politica estera o interna dello Stato degli ultimi 50 anni, dichiarati riservati dal Ministero dell'Interno;
    2. i documenti contenenti dati sensibili di cui all'art. 22 della L. n. 675 del 31.12.1996 (idonei a rivelare l'origine razziale e etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati, associazioni a carattere religioso, filosofico, politico e sindacale) relativi agli ultimi 40 anni, termine che viene proprogato a 70 anni, qualora i documenti possano rivelare lo stato di salute, la vita sessuale, i rapporti di tipo familiare;
    3. i dati personali idonei a rivelare provvedimenti di cui all'art. 686 del codice di procedura penale, commi 1, lett. a) e d), 2 e 3, limitatamente agli ultimi 40 anni.
  18. Gli studiosi possono consultare, compilando la richiesta sugli appositi moduli, il materiale della biblioteca interna all'Istituto necessario alle loro ricerche, fatta salva in qualsiasi momento la priorità di utilizzazione dei volumi per uso del personale interno. Non è ammesso il prestito esterno.

  19. Il testo dei documenti conservati nell'Archivio di Stato può essere liberamente trascritto e pubblicato, mentre la riproduzione in facsimile è soggetta ad autorizzazione:

  20. Nelle pubblicazioni e tesi di laurea è sempre obbligatoria la citazione della fonte (ivi compresi gli strumenti di ricerca), quando se ne riporti il testo o una sua parte

  21. Si ricorda che il rispetto del diritto di autore è sotto la responsabilità dello studioso.

  22. Lo studioso che utilizza materiale documentario dell'Archivio di Stato si impegna a consegnare 3 copie dell'eventuale pubblicazione o una copia della tesi per la quale può stabilire le condizioni d'uso.

  23. Per quanto non precisato nel presente regolamento si rinvia alla normativa vigente in materia di Archivi di Stato (R.D. 1163/1911, d.p.r. 1409/1963, d.p.r. 854/1975).