Il patrimonio documentario

Brindisi è stata costituita provincia autonoma solo dal 1927, dopo aver fatto parte del circondario di Terra d'Otranto, per cui fino a quella data è priva di magistrature importanti. La passata appartenenza di diciotto comuni del brindisino alla Terra d'Otranto e di due alla Terra di Bari, ha fatto sì che la loro documentazione sia conservata negli Archivi di Stato di Lecce e di Bari. Tuttavia, dal '59, dall'Archivio di Stato di Lecce sono stati trasferiti a quello di Brindisi importanti nuclei documentari, come le "Scritture delle Università e Feudi (poi comuni) di Terra d'Otranto", le deliberazioni decurionali, le scritture catastali, le platee, i protocolli notarili, i registri di Stato civile. I versamenti all'Istituto hanno avuto un incremento notevole sul finire degli anni '70, con gli archivi dei soppressi Enti comunali di assistenza della provincia, e hanno acquistato poi carattere di regolarità dopo che, con il trasferimento alla nuova sede, si è potuto disporre di più ampi locali.
Grazie all'istituto del "deposito", che permette a privati o enti pubblici di cedere volontariamente le loro scritture agli Archivi di Stato, pur rimanendone proprietari, è stata possibile inoltre l'acquisizione dell'Archivio storico del comune di Brindisi, fonte preziosa per le ricerche degli studiosi di storia locale.
Ora l'Archivio di Stato di Brindisi custodisce c.a. 54.008 pezzi cartacei, buste, pacchi, registri, per un totale di 6.270 metri lineari di scaffalature, e novantacinque pergamene dei secc. XV-XIX.

Per maggiori dettagli sui fondi documentari conservati è possibile consultare la banca dati SIAS all’indirizzo www.archivi-sias.it,  che fornisce informazioni su tutto il patrimonio cartaceo degli Archivi di Stato italiani.

Questo sito permette invece la consultazione dell’elenco delle acquisizioni dal 1999 a oggi e di quello degli archivi conservati in Istituto solo in riproduzione microfilmata.